Tecnici, enologi e imprenditori formati sul campo tra scuola e imprese locali. È la storia dell’Istituto Agrario “Fratelli Agosti” di Bagnoregio, nel Viterbese, una realtà che prepara professionisti dell’agrifood da oltre cent’anni.
C’è chi ha attraversato mezzo mondo e oggi produce vino in Australia. C’è chi è rimasto nel Viterbese e siede nel comitato giovani di Assoenologi. In mezzo, cinque anni all’Istituto Agrario “Fratelli Agosti” di Bagnoregio, 3.262 abitanti nella Valle dei Calanchi. Stessa scuola. Destinazioni diverse.
«Il mio orgoglio è che da un piccolo paese possano uscire delle eccellenze», dice la dirigente scolastica Paola Adami. Di studenti ne ha visti passare tanti nell’istituto di cui è alla guida da oltre 15 anni. Alcuni sono partiti. Altri sono rimasti. Tutti hanno imparato il mestiere nello stesso posto: in aula, nei laboratori e su 20 ettari di azienda agraria.
Oggi la scuola conta 200 iscritti, 10 classi e due indirizzi:
- gestione dell’ambiente e del territorio;
- viticoltura ed enologia, con un sesto anno opzionale di specializzazione che porta al titolo di enotecnico.
20 ettari di azienda biologica: qui si produce, non si osserva
All’Agosti la lezione di enologia non resta sui libri: si scende in cantina. Quella di produzioni vegetali si fa anche in campo.
La scuola gestisce un’azienda agricola biologica di circa 20 ettari distribuita in tre siti nel territorio comunale. Il cuore è l’azienda agricola “Carbonara”: circa 19 ettari dove gli studenti svolgono esercitazioni pratiche. Non osservano soltanto. Producono.
Coltivazione di cereali in rotazione triennale: grano duro, grano tenero, farro, lenticchie. E ancora: due ettari di vigneto in cui sono coltivate varietà a bacca bianca e rossa, secondo il disciplinare DOC “Colli Etruschi Viterbesi”.
L’azienda agricola “Carbonara” include anche un noccioleto di quasi cinque ettari. Senza dimenticare le 347 piante di olivo, per una produzione media di circa 30-35 quintali di olive all’anno.
C’è anche una moderna cantina didattica inaugurata da Riccardo Cotarella, uno tra i nomi più autorevoli dell’enologia Made in Italy. Qui il 10% delle uve biologiche è vinificato dagli studenti stessi, in bianco e in rosso. Si segue l’intero processo: dal mosto alla fermentazione, fino ai tagli.
«La filosofia del nostro istituto è improntata sul fare. Insegniamo ai ragazzi il saper fare per essere pronti quando dovranno affacciarsi nel mondo del lavoro», spiega Adami.
Non solo liceo: gli sbocchi di un diploma agrario
Un diploma agrario apre strade diverse: università, ITS Academy, lavoro in aziende agricole o agroalimentari, libera professione.
Circa il 30% dei diplomati dell’istituto “Fratelli Agosti” di Bagnoregio prosegue gli studi: Agraria, Viticoltura ed Enologia, Scienze, Chimica delle tecnologie farmaceutiche, qualcuno anche Medicina. Gli altri trovano impiego nelle cantine, negli studi agronomici o nelle aziende agricole del territorio.
«Di solito non rimangono senza lavoro», conferma Adami. Non è una promessa: è ciò che accade dal 1925, da quando i fratelli Agosti donarono le loro terre per fondare una scuola d’agricoltura in questo angolo del Viterbese.
Chi eredita un’azienda familiare spesso la trasforma: agriturismo, diversificazione delle produzioni, valorizzazione del territorio. Un modo per mantenere salde le radici laddove si è nati e cresciuti e costruire qualcosa di proprio.
Far toccare con mano: l’orientamento che funziona
Molti studenti (circa il 60%) arrivano all’istituto Agosti da famiglie che hanno già un background nell’attività agricola o un forte attaccamento alla terra e una propensione a vivere nella natura. Altri scoprono questo mondo solo entrando in contatto con la scuola.
«La concorrenza del liceo è sempre forte – osserva Adami -. Le famiglie ambiscono al liceo per i propri figli, mentre gli istituti agrari restano un’opzione più di nicchia». La dirigente, a questo proposito, va oltre la diagnosi: «Credo che per dare nuova linfa alle scuole agrarie si debba trasformarle in licei delle Scienze Agroalimentari».
Ecco perché, per avvicinare chi non conosce il settore, è importante accelerare sull’orientamento. La strategia più efficace, infatti, resta far vedere cosa si fa davvero. Parola di Adami: «Aprire i laboratori, mostrare i campi, far toccare con mano le attività che si fanno è una formula che funziona».
Dall’Agosti alle cantine Cotarella: dove lavorano i diplomati
All’istituto agrario “Fratelli Agosti” il contatto con il lavoro non inizia dopo il diploma. Inizia durante gli anni di scuola.
Andrea Radicchio, classe 1984, oggi è l’enologo alla guida della Cantina Sociale di Montefiascone — cooperativa fondata nel 1956 con centinaia di soci viticoltori, tra le principali realtà vitivinicole della Tuscia — e siede nel neonato comitato giovani di Assoenologi per l’area Lazio e Umbria. Ha iniziato qui.
Come molti tecnici di cantina che operano nelle aziende del comprensorio: dalle cantine Cotarella alla Falesco, dall’Antica Cantina Leonardi alla Pazzaglia, dalla Mottura alle realtà di Graffignano.
«Dal punto di vista del legame con il territorio, la nostra realtà è un punto di riferimento – assicura Adami -. Il problema non è trovare lavoro per questi ragazzi. È avere abbastanza studenti da mandarci».
Il settore c’è. Mancano i candidati. L’agricoltura cambia — clima, tecnologie, mercati, ricambio generazionale — e chiede profili sempre più preparati. L’Istituto Agrario “Fratelli Agosti” la sua risposta l’ha già. «Noi non facciamo tante chiacchiere. Facciamo», conclude Adami.
